un impegno per la pace
Pubblichiamo il documento emerso dal XXIII Congresso dell’Internazionale socialista tenutosi a Lagonisi (Atene) dal 30 giugno al 2 luglio scorsi
Il XXIII Congresso dell’Internazionale Socialista, che prosegue il continuo
lavoro della Commissione dell’Internazionale Socialista (Is) per una società
sostenibile a livello mondiale, reitera l’impegno del nostro movimento per
promuovere un sostegno comune in un mondo globale e sempre più interdipendente.
Il nostro sforzo supremo è lavorare per trovare delle risposte comuni, efficaci
e tempestive alla sfida cruciale del riscaldamento del pianeta ed il cambiamento
climatico.
L’Internazionale Socialista vede la crisi finanziaria, alimentare e dei
carburanti, dilagata così rapidamente da continente a continente come la
più recente dimostraizone del fatto che risposte comuni sono cruciali nel
fronteggiare le sfide che nel mondo di oggi sono sempre più senza confini.
Allo stesso tempo, l’Internazionale sottilinea la sua convinzione, che non
esiste compito mondiale più urgente di quello di rispondere adeguatamente
al cambiamento climatico, e che abbiamo solo 10-15 anni per invertire la
tendenza delle crescenti emissioni di carbonio, per evitare conseguenze
più pesanti del riscaldamento globale, incluso un innalzamento concreto
dei livelli delle acque, l’estinzione di molte specie animali e vegetali,
così come l’aumento di eventi meteorologici estremi.
Il modo migliore per combattere il cambiamento climatico e fronteggiare
la crisi energetica, entrambi supporti necessari per uno sviluppo sostenibile,
comporta passi immediati per aumentare l’efficienza energetica e la nostra
quota di energie rinnovabili.
L’Internazionale Socialista è stata sensibilizzata dall’urgenza espressa
da più di 180 nazioni rappresentate alla Conferenza delle Nazioni Unite
sul cambiamento climatico tenuta a Bali in dicembre del 2007.
Pertanto, l’Is ritiene che non ci si possa permettere che la temperatura
globale aumenti di 2 gradi centigradi e dichiara l’adozione di quest’obiettivo
dei 2 gradi centigradi come caposaldo per un accordo globale che si spera
sia raggiunto a Copenhagen nel 2009.
Rinnovare le Nazioni Unite
Il cambiamento climatico sta già creando un mondo con richieste sempre maggiori
ed urgenti alle risorse delle nazioni, con potenziali punti caldi di conflitto
per l’accesso all’energia e alle risorse naturali, con crescenti tensioni
legate ai flussi migratori ambientali in aumento, e con una proliferazione
di malattie infettive ed altri problemi di salute ed una pressione crescente
sui paesi e regioni più povere e vulnerabili.
Assicurare un sistema internazionale capace di rispondere a tale sfida richiede
una capacità di comando ed un mutuo rispetto fra paesi in via di sviluppo
e paesi sviluppati, che necessiterà un grado di solidarietà maggiore di
quello manifestato fino ad ora.
Al riguardo, un aspetto essenziale per realizzare una forma di autorità
globale più giusta ed efficace è la riforma delle Nazioni Unite, che significa
che gli stati membri devono raddoppiare gli sforzi per rivitalizzare e ristrutturare
questa indispensabile istituzione, basata sull’interazione democratica tra
nazioni nonché risposte più forti, coordinate e multilaterali alle sfide
che il mondo deve affrontare oggi.
L’Internazionale ritiene che l’agenda mondiale per far fronte ai cambiamenti
climatici, debba essere vincolata a sforzi maggiori per ridurre la povertà;
debba includere sforzi crescenti per cancellare il debito dei paesi più
poveri, debba ridurre le barriere commerciali per fornire ai paesi in via
di sviluppo accessi migliori al mercato, debba assicurare che lo sviluppo
economico non sarà più solo ecologico ma anche più giusto e sostenibile,
e che le questioni climatiche saranno una parte importante ed integrale
delle politiche di sviluppo nazionali ed internazionali.
Un compito spinoso consiste nell’assicurare i finanziamenti e gli investimenti
necessari- attraverso la creazione di un quadro finanziario internazionale-
per promuovere una crescita economica sostenibile e a bassa emissione di
carbonio, in particolare nelle nazioni in via di sviluppo, per sostenere
efficientemente progressi tecnologici riguardanti il riscaldamento globale
così come il trasferimento di tecnologie necessarie al mondo in via di sviluppo.
Inoltre, una percentuale di tasse sul carburante sostanzialmente maggiore,
così come altri investimenti e sovvenzioni dovranno essere incanalati verso
programmi di generazione e conservazione di energia alternativa e pulita.
L’Is crede ci sia un gran potenziale nell’uso effettivo di meccanismi di
mercato appropriati come il commercio di carbone. Tuttavia siamo consapevoli
del fatto che il cambiamento climatico sia il più grande ed esteso fallimento
di mercato che il mondo abbia mai visto e le soluzioni di mercato da sole
siano insufficienti e non forniranno il sostegno finanziario e le risorse
necessarie per ottenere la combinazione richiesta per una seria riduzione
delle emissioni, un adattamento delle condizioni climatiche in continuo
cambiamento, una sicurezza energetica ed un equo ed ambientalmente sano
sviluppo economico.